Siamo abituati a pensare che le persone possano muoversi e uscire di casa, raggiungere destinazioni in tutto il mondo e viaggiare. Luoghi più o meno lontani ci aspettano con la loro arte, cultura, storia e tradizioni. Si viaggia per lavoro, per studio, per svago, ma…
Cosa accadrebbe se inaspettatamente non fosse più possibile?
Un monito resterà impresso nella storia: restate a casa. Fino a poco tempo fa sarebbe stata una pretesa più che insensata… eppure è la realtà che stiamo vivendo. Fra quattro mura, un pavimento e un soffitto riusciamo a mantenere una parvenza di normalità, con dignità e ironia, continuando ad incontrarci nelle stanze virtuali della rete, la nostra nuova casa.
Un nemico invisibile, dal quale è stato impossibile trovare difese immediate, si è insinuato nel quotidiano di ognuno e impedisce l’esercizio di azioni essenziali, innate e spontanee per tutta l’umanità. Una grande rinuncia che non riguarda solo la possibilità di stare insieme, di un contatto visivo, olfattivo, tattile, anche involontario, che ogni giorno ci “alimenta”.
(E ci manca davvero come il respiro . . .)
Una rinuncia che riguarda un bi-sogno comune, legato ai nostri luoghi fisici, di lavoro, di istruzione, di culto, di ricreazione. Tutto lo spazio in cui si manifesta la nostra vita è tutto il nostro Ambiente. Lo chiamiamo così perché è ciò a cui ambiamo per natura, lo abitiamo, proprio come un abito, perfetto in ogni occasione.
Le città, i borghi, i musei, le piazze, i cinema e i parchi…
Oggi li guardiamo da un tempo “sospeso”, non sappiamo quando potremo tornare ad incontrare il mondo senza essere accompagnati dall’incertezza, dalla paura e dal disagio.
Ma il desiderio è forte, corre inarrestabile
come la fantasia e la creatività. . .
E se invece viaggiassero i luoghi?
Servirebbero infinite cartoline volanti . . .

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